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Prodotti Tipici Agriturismi Calabria

 

Prodotti Tipici Agriturismi Calabria

 

Pane calabrese




Il pane calabrese ha antiche tradizioni e viene prodotto all'antica maniera.
Oltre alla sua genuinità, il pane è friabile e profumato. Quando al pane viene data una forma di ciambella, il nome è "pitta
", e varia a seconda dei borghi e dei paesi di provenienza.
Tra le materie prime utilizzate per produrre la pitta calabra ci sono la farina manitoba, il lievito di birra fresco, il malto, oltre a sale e olio.


Foto e Descrizione inviate da Peppe da Cosenza

Funghi calabresi




Tra i monti e gli altipiani della Sila, in Calabria, si possono trovare prodotti tipici come i funghi, utilizzati in molte ricette degli agriturismi calabresi.
I boschi di Calabria sono ricchi di abeti, pini, laghi e pascoli e, grazie anche al clima temperato delle stagioni estive ed autunnali, è possibile veder crescere più di 3000 specie di funghi.

Tra le specie commestibili
:
- Amanita caesarea
.
- Boletus Edulis, o porcino
: è il porcino più conosciuto. Si mangia essiccato o sott'olio. Ci sono 3 specie: oltre all'Edulis, troviamo anche il Boletus aereus, o porcino nero e il Boletus pinophilus, di colore rosso granata.
- Calocybe Gambosa, o Ordinato
.
- Cantharellus cibarius
.
- Lycoperdon perlatum
, consumabile anche crudo.
- Suillus granulatus
, mangiabile solo dopo aver eliminato la cuticola.
- Calvatia utriformis, o "piritu 'e lupu"
: ha un sapore particolare e si presenta come una pallina di ping-pong.
- Macrolepiota procera, o "mazza di tamburo" o "coculino"
: di forma ovoidale, ricorda il copricapo di un prelato. Si mangia arrostito, si trova nei prati dopo le piogge autunnali.
- Suillus luteus, o "vavuso"
: si presenta con "bava" viscida che ricopre la cuticola del suo cappello. Si consuma fresco o sott'olio dopo aver tolto la cuticola che dà il colore marrone scuro al cappello e la parte spugnosa sottostante.
- Lactarius deliciosus, o "rosito"
: di colore rosa-arancione, cresce nei boschi di conifere. Si può consumare fresco o sott'olio.

Tra le specie mortali o non commestibili
:
- Amanita Phalloides
: è il fungo più pericoloso, bastano 20 grammi per causare la morte. Cresce nei querceti e nei castagneti. Ha un cappello di colore verde metallico e amelle bianche.
- Amanita Muscaria, o Ovulo Malefico
: è un fungo tossico. Ha un vistoso cappello colore rosso vivo con puntini bianchi. Cresce in tutti i tipi di bosco. Contiene una sostanza tossica, la muscarina, che colpisce il sistema nervoso come gas nervino.
- Ramaria aurea
: in grosse quantità può avere effetti lassativi. E' chiamato anche "cierru 'e gallu" perchè la forma ricorda la cresta di un gallo.


Foto e Descrizione inviate da Tonino da Catanzaro

Peperoncino di Calabria




Il peperoncino è il prodotto tipico calabrese più conosciuto. E' sia pianta che frutto.
Genere: Capsicum

Famiglia: Solanacee


Il nome latino "
Capsicum" deriva da "capsa", e cioè "scatola", poichè il frutto ha una forma simile ad una scatola con dentro i semi, mentre il nome greco "Kapto", ossia morso, fa riferimento al piccante che "morde" la lingua quando si mangia.
Il peperoncino piccante ha origini antichissime, si parla addirittura del 5.500 a.C. in Messico. Era la sola spezia usata dagli Indiani.
In Europa, il peperoncino arriva con Cristoforo Colombo, dalle Americhe nel 1493, e venne adottato come spezia per coloro che non potevano permettersi l'acquisto di cannella e noce moscata.
In tutto il nuovo mondo fu chiamato "
chili".

Ci sono diverse
specie:
- Capsicum annuum
: peperoncino comune in Italia, peperoncino di Cayenna e il messicano jalapeño
- Capsicum frutescens
: tabasco
- Capsicum chinense
: habanero, il peperoncino più piccante del mondo
- Capsicum pubescens
: sudamericano rocoto
- Capsicum baccatum
: cappello del vescovo

Il peperoncino è un arboscello perenne coltivato come annuale. Le piante sono come un cespuglio (40-80 cm) con foglie di colore verde chiaro. I fiori sono bianchi a forma di stella e gli stami giallo tenue. Si semina verso febbraio e i frutti si raccolgono in estate e in autunno.
Vanno consumati freschi o conservati sott'olio o in polvere, dopo essiccatura.
La piccantezza è dovuta all'alcaloide capsaicina e ad altre 4 sostanze, dette capsaicinoidi.
La capsaicina consumata in eccesso provoca dolore e infiammazioni, tanto che viene usato nello spray al pepe.
La piccantezza si misura con la scala di Scoville, in gradi da 0 a 10. Ad esempio, il peperone dolce ha 0 unità Scoville, gli habanero fino a 300,000 unità Scoville.
La capsaicina pura misura circa 16 milioni di unità.
Per alleviare la sensazione di bruciore bisogna bere latte, mangiare yogurt o ogni prodotto caseario.
La capsaicina si scioglie anche nei grassi e nell'alcool, che rimuovono la sensazione dolorosa.

Il peperoncino viene mangiato cotto o crudo. Non sono i semi, ma la membrana interna che contiene la maggior parte di capsaicina. Inoltre, più il peperoncino è maturo e più è forte.
In Italia, e precisamente in Calabria, il peperoncino è alla base di ricette tipiche come la "
‘nduja".
All'estero il peperoncino è usato in Messico nelle salse e nel chili con carne ed in India, Cina, Indonesia.
La capsaicina ha un effetto antibatterico, per cui i cibi cotti col peperoncino possono essere conservati a lungo. Inoltre, i peperoncini sono ricchi in vitamina C, hanno un forte potere antiossidante, curano malattie da raffreddamento come raffreddore, sinusite e bronchite e favoriscono la digestione. Il peperoncino può essere usato anche come antidolorifico in artriti e neuropatie, poichè considerato analgesico capace di produrre una sensazione di benessere.

Nei trattamenti estetici, il peperoncino permette ai capelli di riacquistare forza e vigore e viene usato anche nei trattamenti anti-calvizie.

Infine, ha proprietà attive contro la cellulite e il torcicollo.


Foto e Descrizione inviate da Giovanna da Vibo

Nduja calabrese



La nduja è il più famoso prodotto alimentare tipico calabrese. E' un salame morbido, spalmabile, piccantissimo.
Tipica del Monte Poro, trova la sua patria d'eccezione a Spilinga, in provincia di Vibo Valentia, ma
è prodotta in molti comuni del vibonese.
Il nome nduja
deriva dal francese "andouille", che vuol dire "salsiccia ".

La nduja
è fatta con carne di maiale grasso e molto peperoncino piccante, che le conferisce il tipico colore rosso e una consistenza che neanche dopo la stagionatura diventa dura.
La nduja, grazie al gusto squisito e al piccante,
è considerata afrodisiaca. Sicuramente ha benefici effetti sul sistema cardiocircolatorio.

Foto e Descrizione inviate da Antonio da Catanzaro

 
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